Brian Wilson ne andrebbe fiero.. armonizzazione da brividi!
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Saturday, 10 February 2018
Sunday, 12 February 2017
Sanremo 2017
Questa è una sorta di compilation dei tweet postati con l'hashtag #sanremo2017
IL MEGLIO:
Michele Zarrillo raffinato ed emozionante, non delude mai, porta sempre musica di qualità. Mani Nelle Mani è la canzone più bella.
Bravo Samuel, attendo con interesse il suo album! Vedrai è una canzone all'altezza delle più belle dei Subsonica.
Brava Paola Turci rock! Fatti Bella Per Te ha l'impatto e l'approccio fresco come Fatti Avanti Amore di Nek un paio d'anni fa..
Michele Bravi ha sempre quel tono di voce da minorenne, ma Il Diario Degli Errori è una bella canzone e la interpreta pure bene..
Tra le Nuove Proposte, Braschi in Nel Mare Ci Sono I Coccodrilli ha un giro di chitarra e basso stupendo che ricorda gli Smiths!
Bravo Maldestro, Canzone Per Francesca è un brano di spessore. Ritornello struggente e cantautore da tenere d'occhio, un vero talento.
Da notare, tra gli ospiti, la splendida performance di Tiziano Ferro e Carmen Consoli: Il Conforto è un capolavoro, le due voci sembrano fatte per cantare insieme.
IL PEGGIO:
Fabrizio Moro punta sulla ballatona a la Vasco che passerà pure in radio ma è tanto banalotta..
Giusy Ferreri, che l'ultima volta aveva portato una bella canzone, stavolta delude, anche come interpretazione.
Clementino mi sei simpatico, ma sembri Checco Zalone che imita un rapper..
Gigi D'Alessio punta su un collage delle ballate del suo repertorio. La prevedibilità fatta musica.
Ludovica Comello scopre la differenza fra cantare con Violetta in autotune e il vero live a Sanremo. Canzone irrilevante, inoltre.
Ritratto il mio giudizio iniziale favorevole su Fiorella Mannoia: testo ipocrita e melodia banale!
Bianca Atzei porta una di quelle canzoni pompose del leader dei Modà.. Chissà se almeno l'anno prossimo ce la risparmiamo..
Ma siccome quest'anno la Paba ha cantato (la canzone peggiore) con Nesli l'anno prossimo ce la becchiamo nei big? No eh?
Tra le Nuove Proposte, Francesco Guasti è un hipster con la voce di Curreri ma non il suo talento. Avanti il prossimo.
Leonardo Lamacchia piuttosto mediocre.
Valeria Farinacci canta con voce tremolante una canzoncina dal testo vagamente surreale. Non convince.
Tommaso Pini si veste come Capossela e canta come Vladimir Luxuria.. Anzi peggio..
IL MEGLIO:
Michele Zarrillo raffinato ed emozionante, non delude mai, porta sempre musica di qualità. Mani Nelle Mani è la canzone più bella.
Bravo Samuel, attendo con interesse il suo album! Vedrai è una canzone all'altezza delle più belle dei Subsonica.
Brava Paola Turci rock! Fatti Bella Per Te ha l'impatto e l'approccio fresco come Fatti Avanti Amore di Nek un paio d'anni fa..
Michele Bravi ha sempre quel tono di voce da minorenne, ma Il Diario Degli Errori è una bella canzone e la interpreta pure bene..
Tra le Nuove Proposte, Braschi in Nel Mare Ci Sono I Coccodrilli ha un giro di chitarra e basso stupendo che ricorda gli Smiths!
Bravo Maldestro, Canzone Per Francesca è un brano di spessore. Ritornello struggente e cantautore da tenere d'occhio, un vero talento.
Da notare, tra gli ospiti, la splendida performance di Tiziano Ferro e Carmen Consoli: Il Conforto è un capolavoro, le due voci sembrano fatte per cantare insieme.
| OK: Ron era l'unico che meritava il ripescaggio, melodia bella e molto meno banale di quella di tanti giovani. Raige può insegnare due o tre cose a Clementino. Niente male. Vado controcorrente: Alessio Bernabei non è malaccio, un motivetto accattivante e contemporaneo. COSI' COSI': Al Bano è da un po' che porta belle melodie pucciniane.. Peccato che le porta proprio lui! La musica di Francesco Gabbani spacca, ma deve stare attento a non stancare con le filastrocche nonsense. Elodie bellissima voce ma la canzone ha 50 anni. Ermal Meta cinico, punta alla mediocrità vincente per la melodia, anche se il testo è interessante e gli vale il premio della critica.. La musica della canzone di Marco Masini è bellina, ma la sua voce gutturale rovina tutto. Chiara impeccabile a cantare una canzone irrilevante. Sergio Sylvestre (bella voce) riprovaci col soul vero perché sta ballatona è trooooppo pallosa! Notevole invece la cover di Vorrei La Pelle Nera con i Soul System. Sinceramente non capisco il successo della cover di Meta di Amara Terra Mia con la voce da soprano.. Tra le Nuove Proposte, Marianne Mirage porta una bella canzone di Bianconi ma l'interpretazione non convince e neppure la voce doppiata in falsetto. Lele (vincitore) niente di speciale ma si può riascoltare. Canzone con elementi RnB interpretata decentemente. |
Fabrizio Moro punta sulla ballatona a la Vasco che passerà pure in radio ma è tanto banalotta..
Giusy Ferreri, che l'ultima volta aveva portato una bella canzone, stavolta delude, anche come interpretazione.
Clementino mi sei simpatico, ma sembri Checco Zalone che imita un rapper..
Gigi D'Alessio punta su un collage delle ballate del suo repertorio. La prevedibilità fatta musica.
Ludovica Comello scopre la differenza fra cantare con Violetta in autotune e il vero live a Sanremo. Canzone irrilevante, inoltre.
Ritratto il mio giudizio iniziale favorevole su Fiorella Mannoia: testo ipocrita e melodia banale!
Bianca Atzei porta una di quelle canzoni pompose del leader dei Modà.. Chissà se almeno l'anno prossimo ce la risparmiamo..
Ma siccome quest'anno la Paba ha cantato (la canzone peggiore) con Nesli l'anno prossimo ce la becchiamo nei big? No eh?
Tra le Nuove Proposte, Francesco Guasti è un hipster con la voce di Curreri ma non il suo talento. Avanti il prossimo.
Leonardo Lamacchia piuttosto mediocre.
Valeria Farinacci canta con voce tremolante una canzoncina dal testo vagamente surreale. Non convince.
Tommaso Pini si veste come Capossela e canta come Vladimir Luxuria.. Anzi peggio..
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Sunday, 28 February 2016
Sanremo 2016
Anche quest'anno è valsa la pena di guardare il Festival per quella manciata di canzoni di qualità, stavolta tutte cantate da donne eccetto il vincitore delle Nuove Proposte. Francesco Gabbani viene da una lunga gavetta ed ha portato una ventata di ritmo ed ironia, spiccando notevolmente sugli altri artisti della sezione che non vale neppure la pena menzionare. Per esempio Chiara Dello Iacovo ha ricevuto un premio dalla Sala Stampa ma sembrava un bambino che cantava allo Zecchino d'Oro, Cecile ha sprecato una bella voce per una canzone volgarotta dal messaggio antirazzista piuttosto banale ed Ermal Meta, che pure era risultato interessante con La Fame di Camilla, ha portato un brano innocuo.
E' un peccato che gli Stadio, che solitamente fanno belle canzoni e che hanno anche un nuovo album complessivamente valido, abbiano vinto il Festival con quella che è forse la canzone più brutta della loro carriera. E' come se avessero voluto riproporre a modo loro la pomposità populista de Il Volo dell'anno scorso.
Inspiegabilmente premiato dalle vendite post-Sanremo è Valerio Scanu, probabilmente è il ritornello che funziona e dona un'insapettata seconda chance ad un artista che sembrava sull'orlo di un meritato oblio dalle scene. Il suo sosia Alessio Bernabei cerca di fare il Nek di quest'anno con un brano che scimmiotta la dance, ma fallisce miseramente, sebbene gli vada molto meglio che alla sua ex band, Dear Jack, canzone banalissima e nuovo cantante pessimo. Tutti prendono in giro gli Zero Assoluto, ma loro in confronto avevano un brano quasi accettabile.
I consensi, inizialmente sembravano convergere su Enrico Ruggeri che citava sé stesso per l'ennesima volta e invece piano piano è salita Francesca Michielin, nonostante l'esecuzione incerta di una canzone piuttosto insipida ed un look da Casa nella Prateria, anche se è sempre meglio del duo terzo classificato formato da Deborah Iurato e Giovanni Caccamo, che l'anno scorso si era rivelato valido cantautore trionfando meritatamente nelle Nuove Proposte, e quest'anno cos'ha fatto? Ha portato una ballatona idiota scritta da Sangiorgi dei Negramaro che ha fatto ricomparire sul palco dell'Ariston lo spettro di Gio di Tonno. Un altro che inizialmente riscuote inspiegati consensi è Lorenzo Fragola, avere 20 anni e canzoni che fan venire nostalgia di Toto Cutugno. E' impressionante come Irene Fornaciari sfidi la costante indifferenza del pubblico, addirittura per la quarta volta. Ancora una sfida persa, se il padre le vuole bene deve cominciare ad immaginare un futuro diverso per lei..
Patty Pravo ha cantato meravigliosamente tante belle canzoni nella sua carriera, non c'era proprio bisogno di vederla cantare a fatica una canzonetta senza spessore. Si è rifatta nella serata delle cover con una magnifica auto-cover di Tutt'al Più. Altra delusione da Neffa, che prima è stato forse il miglior rapper degli anni 90, poi una dignitosa pop star ma torna all'Ariston per stonicchiare un motivetto in cui forse non crede neanche lui.
Si ironizza su Rocco Hunt, ma la sua citazione funky di Pino Daniele funziona e la sua esecuzione oscilla agilmente fra cantato e rap. Un po' quello che voleva fare il più blasonato Clementino, che però a mio parere non ce l'ha fatta.
Mezza delusione per Elio e Le Storie Tese. Vincere l'Odio è un esercizio di stile come La Canzone Mononota, stavolta si tratta della canzone di soli ritornelli... non mancano le idee spassose nel testo, ma sarebbe stato bello se stavolta avessero portato una delle loro bellissime canzoni "vere". D'altro canto anche il nuovo album (nonostante alcuni brani piacevoli) si mantiene complessivamente sottotono come L'Album Biango, lontano dall'ispirazione degli anni migliori. I Bluvertigo portano una canzone stupenda con un ritornello splendido ed un arrangiamento sontuoso, peccato che la voce di Morgan non torna più. Insomma non ho potuto tifare per queste due band di cui sono fan da decenni..
E invece la qualità salvata dalle donne, dicevamo. Annalisa canta molto bene il testo più bello di tutto il Festival ("...io non tornerò, perchè non hai futuro, e io ho già poco tempo per me stessa, figuriamoci per gente come te..."), peccato che la melodia rimanga in bilico fra citazioni di Lucio Dalla e Loredana Bertè. Manca un po' di originalità, che troviamo invece a piene mani (nonostante Masini compaia fra le firme), nel brano raffinato ed emozionante di Noemi, con un ritornello formidabile dagli echi pucciniani. Meritava di più anche la canzone di Arisa (impeccabile, come sempre, nell'interpretazione), che mi ha ricordato Joni Mitchell e Carly Simon, insomma roba fina. La vera sorpresa è Dolcenera, discutibile personaggio televisivo reduce da hit dance che potremmo definire al massimo "piacevoli", canta e suona magnificamente un piano jazz nel sofisticatissimo soul di Ora O Mai Più, impreziosita da un coro magnifico ed un arrangiamento perfetto.
Il fatto che Noemi e Dolcenera abbiano rischiato l'eliminazione e che nessuna di queste donne si sia piazzata vicino al podio è allarmante, perchè dobbiamo sperare che questo non tolga la voglia agli artisti delle edizioni future di osare con la qualità, senza appiattirsi sulle soluzioni populiste che sono state invece premiate da piazzamenti e vendite.
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Sunday, 15 February 2015
Sanremo 2015
Prima di tutto i fatti. I ragazzini de Il Volo hanno bruttissime voci, cantano malissimo la canzone più brutta di tutti i tempi. Non è una questione di genere, perchè il successo di un Bocelli, per esempio, è già più comprensibile. E' una questione di qualità, così pessima che il popolo idiota apprezza e Il Volo vince Sanremo e classifica di vendita. Intanto che parliamo di musica davvero irritante, una menzione speciale va agli orribili Biggio e Mandelli e agli altrettanto idioti Kutso, che abbiamo rischiato di veder vincere la sezione Nuove Proposte.
Ma, come sempre, non è un Sanremo tutto da buttare, per quanto Carlo Conti si sia sforzato di assemblare un cast di pattume da talent show e ripescati dagli anni 90. Intanto le Nuove Proposte le ha vinte (insieme ai premi della critica e della sala stampa), il talentuoso Giovanni Caccamo (con Ritornerò Da Te), un ragazzo semplice, che non cambia il cognome dissonante in onore del padre morto e che è emerso dopo che ha fatto da stalker a Battiato, che ha apprezzato un suo demo. Bella voce e bella canzone. Caccamo ha anche partecipato alla scrittura della canzone di Adesso E Qui di Malika Ayane, più che decente (arrivata terza e vincitrice del premio della critica).
Piacevole, nonostante un testo un po'stucchevole, la sofisticata Io Sono Una Finestra di Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (che recupera l'identità di Platinette per una strepitosa cover in stile cha cha cha messicano di Alghero di Giuni Russo). Molto bella la base in stile Moby di Oggi Ti Parlo Così di Moreno, che però non mi convince come rapper.
Sulla lunga distanza emerge un certo spessore in Un Vento Senza Nome, la canzone intensa di Irene Grandi, e poi tocca ammettere che, nello squallore generale (di cui fa parte, per esempio, una Nina Zilli che ha una splendida voce ma propone sempre lo stesso soul vintage pari pari a 50 anni fa), tra i ripescati degli anni 90 Marco Masini ha portato la piacevole Che Giorno E'.
A proposito di personaggi antipatici, è ancora più una scocciatura constatare che Nek, ultraquarantenne, ha portato (oltre a una bellissima versione di Se Telefonando, che ha giustamente vinto la serata cover) Fatti Avanti Amore, una canzone che spacca di brutto, infatti la più bella di tutto il festival, praticamente perfetta per il pop contemporaneo, in pratica i Coldplay remixati da Hardwell. Melodia immediata, ritmo travolgente, ottimo arrangiamento, arriva secondo e vince meritatamente i premi dell'orchestra e della sala stampa.
Ma, come sempre, non è un Sanremo tutto da buttare, per quanto Carlo Conti si sia sforzato di assemblare un cast di pattume da talent show e ripescati dagli anni 90. Intanto le Nuove Proposte le ha vinte (insieme ai premi della critica e della sala stampa), il talentuoso Giovanni Caccamo (con Ritornerò Da Te), un ragazzo semplice, che non cambia il cognome dissonante in onore del padre morto e che è emerso dopo che ha fatto da stalker a Battiato, che ha apprezzato un suo demo. Bella voce e bella canzone. Caccamo ha anche partecipato alla scrittura della canzone di Adesso E Qui di Malika Ayane, più che decente (arrivata terza e vincitrice del premio della critica).
Piacevole, nonostante un testo un po'stucchevole, la sofisticata Io Sono Una Finestra di Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (che recupera l'identità di Platinette per una strepitosa cover in stile cha cha cha messicano di Alghero di Giuni Russo). Molto bella la base in stile Moby di Oggi Ti Parlo Così di Moreno, che però non mi convince come rapper.
Sulla lunga distanza emerge un certo spessore in Un Vento Senza Nome, la canzone intensa di Irene Grandi, e poi tocca ammettere che, nello squallore generale (di cui fa parte, per esempio, una Nina Zilli che ha una splendida voce ma propone sempre lo stesso soul vintage pari pari a 50 anni fa), tra i ripescati degli anni 90 Marco Masini ha portato la piacevole Che Giorno E'.
A proposito di personaggi antipatici, è ancora più una scocciatura constatare che Nek, ultraquarantenne, ha portato (oltre a una bellissima versione di Se Telefonando, che ha giustamente vinto la serata cover) Fatti Avanti Amore, una canzone che spacca di brutto, infatti la più bella di tutto il festival, praticamente perfetta per il pop contemporaneo, in pratica i Coldplay remixati da Hardwell. Melodia immediata, ritmo travolgente, ottimo arrangiamento, arriva secondo e vince meritatamente i premi dell'orchestra e della sala stampa.
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Giovanni Caccamo
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Nek
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Sanremo
Thursday, 20 February 2014
Sanremo 2014
Per me primi #Perturbazione, seconda #Noemi e terza la #Ruggiero.. ovviamente andrà in tutt'altro modo.. #Sanremo2014
— Mick Aneworderfan (@aneworderfan) 20 Febbraio 2014
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Antonella Ruggiero
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Noemi
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Perturbazione
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Sanremo
Sunday, 17 February 2013
Sanremo 2013
Dunque #elio #almamegretta e #martasuitubi ok e tutto il resto è noia #Sanremo2013
— Mick Aneworderfan (@aneworderfan) 16 febbraio 2013
Hanno vinto i #blastema, unica canzone plurinota da riascoltare davvero #sanremo2013
— Mick Aneworderfan (@aneworderfan) 17 febbraio 2013
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Elio E Le Storie Tese
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Sanremo
Sunday, 19 February 2012
Sanremo 2012
A giudicare dai vincitori di questo Sanremo, sarebbe un disastro.
Emma vince con Non E' L'Inferno, entrambe la canzone e l'interpretazione superano di parecchio il concetto di patetico. Proveniente dalla scuderia di Amici, a differenza dei bidoni Valerio Scanu e Marco Carta, lei il pubblico (purtroppo) ce l'ha davvero, quindi venderà anche bene e non ce la leveremo di torno per un po'. E' lo stesso pubblico a cui piace il rock grottescamente pomposo dei Modà, e infatti il brano è stato scritto anche da Francesco Silvestre, leader della band.
Nella categoria Sanremo Social (ovvero nuove proposte, giovani che dir si voglia) vince Alessandro Casillo con E' Vero (Che Ci Sei), anche in questo caso entrambe la canzone e l'interpretazione sono di una pochezza impressionante, e anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un personaggio televisivo, ex bambinetto vincitore di Io Canto, ora pronto per i poster delle coetanee teenager.
Però, si sa, molto spesso le canzoni più belle, che hanno più fortuna e rimangono nella memoria non sono quelle che vincono, e basta guardare appena sotto questi due personaggi imbarazzanti per trovare già sul podio belle canzoni e bravi artisti. Restando a Sanremo Social, i simpatici Iohosemprevoglia, due bravi cantanti con due belle canzoni (Erica Mou e Celeste Gaia), e un cantante dotato di una voce splendida che ha sprecato per una canzone mediocre, Marco Guazzone. Non mi hanno invece bene impressionato Giordana Angi (un po' troppo presuntuosa la sua interpretazione, probabilmente ispirata da Malika Ayane e L'Aura, ma decisamente fuori dalle sue possibilità), Bidiel (ne ha ancora, di strada da fare, Madonia Jr.) e Giulia Anania (non balorda, semplicemente irrilevante). Vi posto il video ufficiale degli Iohosemprevoglia. Vi sono ovviamente video delle esibizioni sanremesi, ma verrano probabilmente rimossi, con sconfortante ottusità, da YouTube. Sotto il video parlerò degli Artisti (o big, o campioni che dir si voglia).
Per quanto riguarda gli Artisti sul podio troviamo la brava Noemi con una splendida canzone, Sono Solo Parole, scritta da Fabrizio Moro, che arriva subito ed emoziona, e infatti ha avuto un successo immediato risultando, al momento, la più venduta tra i singoli in download. Anche Noemi nasce come personaggio televisivo (X Factor), ma almeno ha saputo conquistare una notevole credibilità, grazie al suo autentico talento e alle belle canzoni che le scrivono alcuni tra i migliori autori, come Rossi e Curreri con Vuoto A Perdere.
Arisa, invece, ha portato una canzone molto meno immediata, La Notte, ma questa canzone quando arriva arriva, con la sua melodia malinconica e commovente, e quando fai attenzione, molta attenzione alle parole, sai che hai vissuto quelle sensazioni e nessuno le ha mai descritte così... l'aspetto più incredibile è che lei canta (splendidamente) una canzone che le ha scritto l'ex fidanzato. Una delle canzoni più belle della storia di Sanremo. Sotto il suo video parlerò degli altri Artisti.
Lucio Dalla sorprende tutti e porta a Sanremo Pierdavide Carone, altro ex di Amici, nonchè autore dell'orribile canzone di Scanu (Per Tutte Le Volte Che), eppure Nanì è una bella canzone, con ritmica ed armonia molto raffinate, e Carone la canta pure bene, in coppia con Dalla che dirige l'orchestra.
Il bello è che hanno pure rischiato di venire eliminati, ripescati anche a spese dei Marlene Kuntz, insoliti esponenti del rock alternativo che, purtroppo, non hanno avuto più fortuna degli Afterhours alcuni anni fa. I Marlene Kuntz non solo hanno regalato al Festival il momento più emozionante duettando con la leggendaria Patti Smith in Impressioni Di Settembre della PFM (ed ottenendo il Premio della Sala Stampa), ma hanno anche portato la stupenda e pedagogica Canzone Per Un Figlio, con una bella chitarra e un bell'arrangiamento di fiati di Roy Paci. Bello anche il duetto della canzone con Samuel dei Subsonica. Ovvio che il tutto risulti troppo inconsueto per chi decreta la vittoria di Emma. Ecco il video, in attesa di parlare degli altri Artisti.
Nina Zilli, invece, arriva dritto in finale, probabilmente grazie alla sua voce strepitosa più che alla canzone, tentativo troppo evidente di far rivivere una Mina di quasi 50 anni fa... Eliminazione giusta per i Matia Bazar, gruppo dalla storia spesso nobile ma che ha ormai perso da tempo l'ispirazione, come dimostra Sei Tu, autocitazionista sino alla noia, e per Chiara Civello, che per anni ha mietuto successi oltreoceano ma a Sanremo non ha saputo dimostrare la necessità di un suo successo anche in patria, visto che la canzone era assai mediocre e come cantante è bravina, ma niente di speciale se paragonata non dico a Giorgia, ma già alla Zilli. Avrei forse salvato Irene Fornaciari, che ha cantato bene Grande Mistero, simpatica canzone scritta da Van Der Sfroos. Mi ha comunque fatto piacere il ripescaggio di Gigi D'Alessio con Loredana Bertè, coppia talmente grottesca da risultare simpatica, soprattutto nell'esibizione in playback del remix di Respirare con Fargetta circondati da un centinaio di ballerini scovati in discoteca. Quando ha cantato dal vivo la Bertè è quasi sempre riuscita a graffiare con la sua voce, come ai bei tempi, e già questa è una bella notizia.
Samuele Bersani rischia grosso portando una canzone completamente diversa da Replay, che gli aveva regalato, giustamente, un enorme successo una dozzina d'anni fa. Un Pallone sembra una canzone troppo sciocca con quel piano che sembra preso da una sala cinematografica dei tempi del muto, e invece alla fine risulta una filastrocca simpatica che ti frulla in testa senza infastidirti troppo, e riesce pure a dargli il Premio della Critica.
Eugenio Finardi punta in alto con E Tu Lo Chiami Dio, canta bene un testo interessante, il problema è che la musica non ti lascia proprio nulla. Anche Francesco Renga e Dolcenera cantano bene, ma le canzoni sono appena decenti, magari le avremmo notate in anni di qualità più magra, ma non in questa edizione comunque caratterizzata dall'incursione dei Marlene Kuntz, dal sorprendente duetto Carone - Dalla, e dalle belle canzoni che hanno consacrato il talento di Noemi ed Arisa.
Emma vince con Non E' L'Inferno, entrambe la canzone e l'interpretazione superano di parecchio il concetto di patetico. Proveniente dalla scuderia di Amici, a differenza dei bidoni Valerio Scanu e Marco Carta, lei il pubblico (purtroppo) ce l'ha davvero, quindi venderà anche bene e non ce la leveremo di torno per un po'. E' lo stesso pubblico a cui piace il rock grottescamente pomposo dei Modà, e infatti il brano è stato scritto anche da Francesco Silvestre, leader della band.
Nella categoria Sanremo Social (ovvero nuove proposte, giovani che dir si voglia) vince Alessandro Casillo con E' Vero (Che Ci Sei), anche in questo caso entrambe la canzone e l'interpretazione sono di una pochezza impressionante, e anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un personaggio televisivo, ex bambinetto vincitore di Io Canto, ora pronto per i poster delle coetanee teenager.
Però, si sa, molto spesso le canzoni più belle, che hanno più fortuna e rimangono nella memoria non sono quelle che vincono, e basta guardare appena sotto questi due personaggi imbarazzanti per trovare già sul podio belle canzoni e bravi artisti. Restando a Sanremo Social, i simpatici Iohosemprevoglia, due bravi cantanti con due belle canzoni (Erica Mou e Celeste Gaia), e un cantante dotato di una voce splendida che ha sprecato per una canzone mediocre, Marco Guazzone. Non mi hanno invece bene impressionato Giordana Angi (un po' troppo presuntuosa la sua interpretazione, probabilmente ispirata da Malika Ayane e L'Aura, ma decisamente fuori dalle sue possibilità), Bidiel (ne ha ancora, di strada da fare, Madonia Jr.) e Giulia Anania (non balorda, semplicemente irrilevante). Vi posto il video ufficiale degli Iohosemprevoglia. Vi sono ovviamente video delle esibizioni sanremesi, ma verrano probabilmente rimossi, con sconfortante ottusità, da YouTube. Sotto il video parlerò degli Artisti (o big, o campioni che dir si voglia).
Per quanto riguarda gli Artisti sul podio troviamo la brava Noemi con una splendida canzone, Sono Solo Parole, scritta da Fabrizio Moro, che arriva subito ed emoziona, e infatti ha avuto un successo immediato risultando, al momento, la più venduta tra i singoli in download. Anche Noemi nasce come personaggio televisivo (X Factor), ma almeno ha saputo conquistare una notevole credibilità, grazie al suo autentico talento e alle belle canzoni che le scrivono alcuni tra i migliori autori, come Rossi e Curreri con Vuoto A Perdere.
Arisa, invece, ha portato una canzone molto meno immediata, La Notte, ma questa canzone quando arriva arriva, con la sua melodia malinconica e commovente, e quando fai attenzione, molta attenzione alle parole, sai che hai vissuto quelle sensazioni e nessuno le ha mai descritte così... l'aspetto più incredibile è che lei canta (splendidamente) una canzone che le ha scritto l'ex fidanzato. Una delle canzoni più belle della storia di Sanremo. Sotto il suo video parlerò degli altri Artisti.
Lucio Dalla sorprende tutti e porta a Sanremo Pierdavide Carone, altro ex di Amici, nonchè autore dell'orribile canzone di Scanu (Per Tutte Le Volte Che), eppure Nanì è una bella canzone, con ritmica ed armonia molto raffinate, e Carone la canta pure bene, in coppia con Dalla che dirige l'orchestra.
Il bello è che hanno pure rischiato di venire eliminati, ripescati anche a spese dei Marlene Kuntz, insoliti esponenti del rock alternativo che, purtroppo, non hanno avuto più fortuna degli Afterhours alcuni anni fa. I Marlene Kuntz non solo hanno regalato al Festival il momento più emozionante duettando con la leggendaria Patti Smith in Impressioni Di Settembre della PFM (ed ottenendo il Premio della Sala Stampa), ma hanno anche portato la stupenda e pedagogica Canzone Per Un Figlio, con una bella chitarra e un bell'arrangiamento di fiati di Roy Paci. Bello anche il duetto della canzone con Samuel dei Subsonica. Ovvio che il tutto risulti troppo inconsueto per chi decreta la vittoria di Emma. Ecco il video, in attesa di parlare degli altri Artisti.
Nina Zilli, invece, arriva dritto in finale, probabilmente grazie alla sua voce strepitosa più che alla canzone, tentativo troppo evidente di far rivivere una Mina di quasi 50 anni fa... Eliminazione giusta per i Matia Bazar, gruppo dalla storia spesso nobile ma che ha ormai perso da tempo l'ispirazione, come dimostra Sei Tu, autocitazionista sino alla noia, e per Chiara Civello, che per anni ha mietuto successi oltreoceano ma a Sanremo non ha saputo dimostrare la necessità di un suo successo anche in patria, visto che la canzone era assai mediocre e come cantante è bravina, ma niente di speciale se paragonata non dico a Giorgia, ma già alla Zilli. Avrei forse salvato Irene Fornaciari, che ha cantato bene Grande Mistero, simpatica canzone scritta da Van Der Sfroos. Mi ha comunque fatto piacere il ripescaggio di Gigi D'Alessio con Loredana Bertè, coppia talmente grottesca da risultare simpatica, soprattutto nell'esibizione in playback del remix di Respirare con Fargetta circondati da un centinaio di ballerini scovati in discoteca. Quando ha cantato dal vivo la Bertè è quasi sempre riuscita a graffiare con la sua voce, come ai bei tempi, e già questa è una bella notizia.
Samuele Bersani rischia grosso portando una canzone completamente diversa da Replay, che gli aveva regalato, giustamente, un enorme successo una dozzina d'anni fa. Un Pallone sembra una canzone troppo sciocca con quel piano che sembra preso da una sala cinematografica dei tempi del muto, e invece alla fine risulta una filastrocca simpatica che ti frulla in testa senza infastidirti troppo, e riesce pure a dargli il Premio della Critica.
Eugenio Finardi punta in alto con E Tu Lo Chiami Dio, canta bene un testo interessante, il problema è che la musica non ti lascia proprio nulla. Anche Francesco Renga e Dolcenera cantano bene, ma le canzoni sono appena decenti, magari le avremmo notate in anni di qualità più magra, ma non in questa edizione comunque caratterizzata dall'incursione dei Marlene Kuntz, dal sorprendente duetto Carone - Dalla, e dalle belle canzoni che hanno consacrato il talento di Noemi ed Arisa.
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Sanremo
Tuesday, 17 January 2012
Sanremo all time video playlist
Perchè Sanremo è Sanremo: 44 buoni motivi per trovare qualcosa di buono nel festival
Playlist
Mina - Le mille bolle blu (Sanremo 1961)
Adriano Celentano - 24000 Baci SanRemo 1961
CATERINA CASELLI - NESSUNO MI PUO' GIUDICARE (1966)
Little Tony - Cuore matto
TONY DEL MONACO - LA VOCE DEL SILENZIO (1968)
Nada,Ma che freddo fa,Sanremo,1969
MATIA BAZAR storici 1977 -- "ma perche!"
Decibel - Contessa
Vasco Rossi -Vado al massimo
Vasco Rossi - Vita Spericolata
Garbo - Radioclima (1984)
Patty Pravo - Per una bambola (1984)
Garbo - Cose Veloci
Zucchero - Donne
Loredana Bertè - Re
RIGHEIRA - INNAMORATISSIMO
STADIO 1986 LIVE HQ CANZONI ALLA RADIO
Patty Pravo - Pigramente signora - Sanremo 1987
Mia Martini - "Almeno Tu Nell'Universo"
Milva - Sono felice
Loredana Bertè | 1991 | In questa città
Rudi Marra - Gaetano - San Remo 1991
MATIA BAZAR PICCOLI GIGANTI 1992
Giorgia - E Poi - Live Sanremo 1994
Patty Pravo "I giorni dell'armonia"
Max Gazzè - Una musica può fare
Niccolò Fabi - Lasciarsi un giorno a Roma
Soerba - Noi non ci capiamo
Samuele Bersani - Replay
Subsonica - Tutti I Miei Sbagli
Tiromancino & Riccardo Sinigallia - Strade
Bluvertigo - L'assenzio - Sanremo 2001
Daniele Silvestri - Salirò
Giuni Russo "Morirò d'amore"
Mario Venuti - Crudele
Bungaro - Guardastelle
Velvet - Dovevo Dirti Molte Cose
IVAN SEGRTO - SAN REMO: "CON UN GESTO"
Velvet - Tutto da rifare
Mario Venuti - A ferro e fuoco
Karima, Mario Biondi, Burt Bacharach - Come ogni ora
Irene Grandi - La cometa di Halley
Jessica Brando - Dove non ci sono ore
Giusy Ferreri - Il Mare Immenso
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Mina - Le mille bolle blu (Sanremo 1961)
Adriano Celentano - 24000 Baci SanRemo 1961
CATERINA CASELLI - NESSUNO MI PUO' GIUDICARE (1966)
Little Tony - Cuore matto
TONY DEL MONACO - LA VOCE DEL SILENZIO (1968)
Nada,Ma che freddo fa,Sanremo,1969
MATIA BAZAR storici 1977 -- "ma perche!"
Decibel - Contessa
Vasco Rossi -Vado al massimo
Vasco Rossi - Vita Spericolata
Garbo - Radioclima (1984)
Patty Pravo - Per una bambola (1984)
Garbo - Cose Veloci
Zucchero - Donne
Loredana Bertè - Re
RIGHEIRA - INNAMORATISSIMO
STADIO 1986 LIVE HQ CANZONI ALLA RADIO
Patty Pravo - Pigramente signora - Sanremo 1987
Mia Martini - "Almeno Tu Nell'Universo"
Milva - Sono felice
Loredana Bertè | 1991 | In questa città
Rudi Marra - Gaetano - San Remo 1991
MATIA BAZAR PICCOLI GIGANTI 1992
Giorgia - E Poi - Live Sanremo 1994
Patty Pravo "I giorni dell'armonia"
Max Gazzè - Una musica può fare
Niccolò Fabi - Lasciarsi un giorno a Roma
Soerba - Noi non ci capiamo
Samuele Bersani - Replay
Subsonica - Tutti I Miei Sbagli
Tiromancino & Riccardo Sinigallia - Strade
Bluvertigo - L'assenzio - Sanremo 2001
Daniele Silvestri - Salirò
Giuni Russo "Morirò d'amore"
Mario Venuti - Crudele
Bungaro - Guardastelle
Velvet - Dovevo Dirti Molte Cose
IVAN SEGRTO - SAN REMO: "CON UN GESTO"
Velvet - Tutto da rifare
Mario Venuti - A ferro e fuoco
Karima, Mario Biondi, Burt Bacharach - Come ogni ora
Irene Grandi - La cometa di Halley
Jessica Brando - Dove non ci sono ore
Giusy Ferreri - Il Mare Immenso
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Tuesday, 23 February 2010
Sanremo 2010
Quest'anno la categoria si chiama Nuova Generazione, ed era impossibile che ci fosse un exploit come quello dell'anno scorso. Infatti il vincitore Tony Maiello andrà bene a chi apprezza i cantanti sentimentali napoletani, ma ben difficilmente ripeterà il successo di Sincerità di Arisa, che quest'anno è tornata con un brano un po' confuso: ritornello orecchiabile ma troppo veloce, e completamente staccato dalla strofa, un potenziale successo viene pasticciato e alla fine si può solo sorridere per le simpatiche coriste, le Sorelle Marinetti, un trio di travestiti... degna di nota l'esibizione con il jazzista Lino Patruno, che ha dato un po' più di coesione e significato alla canzone.
Dalla mediocrità degli appartenenti a questa categoria (con episodi davvero irritanti come quello dei teen idol Broken Heart College) possiamo salvare appena Romeus per quel pizzico di inventiva in più, La Fame Di Camilla, una band che almeno ci prova, a fare rock, e Nina Zilli che ha una canzone zeppa di stereotipi soul ma una voce molto valida che merita di essere riascoltata in una migliore occasione.
L'unica ad emergere davvero è una quindicenne, Jessica Brando, anche se forse pochi si accorgono di lei, se non per il fatto che la prima serata non può cantare perchè è troppo giovane per esibirsi dopo mezzanotte. Valeria Rossi, sì, quella del tormentone Sole-Cuore-Amore di quasi un decennio fa, le fa cantare Dove Non Ci Sono Ore, una canzone molto sofisticata (in particolare il ritornello è di una raffinatezza incredibile) e con un testo meraviglioso ma forse troppo complicato per lei, che però se la cava e la interpreta bene, anche grazie alla sua bellissima voce.
Come il vincitore della Nuova Generazione, anche il vincitore dei Big, Valerio Scanu, proviene da Amici. Anche il suo brano è del tutto insignificante, e mi pare che non abbia neppure una gran voce o qualità interpretative, ma evidentemente il personaggio televisivo è sufficiente a ribaltare, col televoto, l'eliminazione da parte della giuria demoscopica della prima serata. La sua vittoria è, incredibilmente, un sollievo, se si tiene conto che l'atroce trio Pupo, Emanuele Filiberto e Canonici è arrivato secondo (sempre ribaltando l'eliminazione della giuria, tra moti di sdegno e ribellione nel pubblico, in sala stampa e tra gli orchestrali).
Un altro personaggio televisivo arriva terzo, Marco Mengoni proviene da X Factor e non si capisce bene se può essere qualcosa di più di un alter ego più irritante di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro... forse sì forse no, come canta lui stesso... dallo stesso talent show proviene Noemi che, come Karima l'anno scorso, dimostra che, sebbene raramente, da questi programmi inguardabili può anche emergere una voce interessante: Per Tutta La Vita ha strofa e ritornello che sono una cucitura di due canzoni già sentite, ma lei sembra un incrocio tra Nada e Loredana Bertè, perciò merita attenzione, e infatti al momento domina la classifica dei singoli di iTunes.
Toto Cutugno e Nino D'Angelo sono parodie di loro stessi, e meritano la conferma della loro eliminazione, i Sonohra sono più giovani ma sono ancora peggio, anche di chi ha portato sul palco una Nilla Pizzi novantunenne in evidente difficoltà, mancandole completamente di rispetto.
Povia sfrutta, come al solito, argomenti delicati e porta un brano su Eluana Englaro che un cardinale definisce "inno all'eutanasia". In realtà non si può far meno di ammettere che la melodia è piacevole e il testo emozionante ma rispettoso, alla fine nessuno ha niente da ridire...
Simone Cristicchi sembra Caparezza con la sua canzoncina divertente e polemica, Fabrizio Moro sembra un cantante reggae, due brani piacevoli, ma in quest'edizione di Sanremo tra alti e bassi c'è di meglio: Irene Grandi richiama Bianconi dei Baustelle che, dopo la mega hit Bruci La Città, le scrive un'altra canzone che funziona, La Cometa Di Halley, e poi c'è un Enrico Ruggeri sorprendente: di solito mi dice poco, ma La Notte Delle Fate è una canzone ambiziosa e molto emozionante.
Irene Fornaciari ha imparato un paio di trucchi dal padre (ovviamente Zucchero) e li utilizza con la sua splendida voce per un'interpretazione sbalorditiva di una bella canzone, accompagnata dai Nomadi.
Questo è Sanremo, un carrozzone di cui si vorrebbe fare a meno, ma ciò significherebbe rinunciare a quella manciata di belle canzoni che puntualmente emergono nel marasma trash, e che nell'esecuzione con l'orchestra sono sempre impreziosite rispetto alla versione in studio.
Per ogni Pupo che si porta dietro un Savoia per uno squallido inno populista c'è una Fornaciari che incanta, per ogni Scanu che vince immeritatamente c'è una Malika Ayane vincitrice morale.
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Sanremo
Wednesday, 25 February 2009
Sanremo 2009
Diversamente dal solito, quest'anno la categoria delle Proposte ci ha presentato cantanti degni di un certo interesse: la vincitrice Arisa sembra la Marchesini "cecata" (quando è scesa dalle scale la prima volta pensavo che fosse una comica) ma la sua canzoncina a metà tra lo swing e il country funziona alla grande (di questi tempi in America sarebbe una vera hit) e c'è davvero poco da ridire sulla sua interpretazione vocale. Anche il look e il modo di porsi mi sembrano più intenzionali per creare un personaggio originale che non autenticamente naif.
Anche Simona Molinari canta con la sua bella voce limpida un brano piacevole (di cui è pure autrice), fortemente influenzato da jazz e swing, il duetto con Ornella Vanoni è stato uno dei migliori...
Un'altra bella voce è quella di Irene, figlia di Zucchero. Spiove Il Sole non era la canzone più bella, ma il talento paterno l'ha ereditato e merita di emergere.
Karima Ammar proviene da Amici di Maria De Filippi (per pura coincidenza co-presentatrice della serata finale). Un programma atroce. Eppure si vede che qualcosa, a quei ragazzini, glie lo insegnano, o forse è semplicemente lei che ha una voce splendida. Come In Ogni Ora è una bella canzone soul (prodotta nientemeno che da Burt Bacharach e cantata anche con Mario Biondi), e la sua interpretazione fa impallidire star celebri a livello planetario.
Eppure c'è stata una voce ancora più emozionante, quella di Iskra (nella foto), 62 anni (per lei le Proposte non si chiamano più Giovani... forse era meglio metterla direttamente nei Big). Vocalist di Lucio Dalla da una vita, componente della prima ora degli Stadio, ha una sua scuola di canto e se la si cerca su YouTube la si vede impartire lezioni, guarda caso, ad Amici. E' difficile comprendere come artisti così interessanti siano in qualche modo collegati a quel fenomeno trash, comunque la sua performance ricorda la miglior Mina; Quasi Amore è, inoltre, forse la canzone più bella di Dalla degli ultimi 20 anni.
L'unico maschio delle Proposte, Filippo Perbellini, è un clone di Riccardo Cocciante, che si esibisce in un patetico duetto con lui. E' un po' come vedere Teocoli con Celentano, ma l'effetto tragicomico è ben diverso. Delle altre cantanti non conservo, sinceramente, memoria.
Passando ai Big dobbiamo registrare un livello qualitativo molto più debole rispetto agli ultimi anni.
Nelle edizioni più recenti mi avevano bene impressionato le esibizioni dei Velvet e di Mario Venuti, erano emersi successi meritati come quello di Max Gazzè... stavolta tutte le speranze erano affidate agli Afterhours (chiamati direttamente da Bonolis, che è loro fan), alfieri del rock alternativo, e loro ci tengono talmente tanto che, dopo aver lanciato il loro ultimo album con singoli estremamente commerciali, portano a Sanremo la loro canzone più difficile degli ultimi 10 anni. Bella melodia, magnifico arrangiamento, ma eliminazione scontata. Avrei da ridire sul testo, un po' qualunquista. Tipo smetti di lamentarti, rimboccati le maniche, ma non si dice per fare cosa.
Tematica pericolosamente simile a quella di Marco Masini, riesumato per l'ennesima volta.
Bonolis ci tiene alla varietà, e allora ecco rappresentato anche l'hip hop coi Gemelli Diversi... peccato che sia quello più tamarro...
Tricarico non riesce a ripetere l'exploit di Vita Tranquilla. Jovanotti e Stefano Di Battista cercano di alleggerire il personaggio di Nicky Nicolai con una canzone facile, in stile Dirotta Su Cuba, ma il finale del ritornello venato di samba la fa arrivare in fondo col fiatone.
Roberto Benigni rende comprensibile anche ai più bacchettoni cosa sia l'amore omosessuale leggendo il De Profundis di Oscar Wilde e diverte prendendo in giro, giustamente, Iva Zanicchi che a 70 anni vuole sesso senza amore.
Un'eliminazione immeritata è invece quella di Dolcenera, niente di speciale ma era sicuramente più piacevole, per esempio, di Fausto Leali con la sua patetica canzonetta che ricalca tutti gli stereotipi melodici sanremesi degli anni 80, sembra scritta da Cutugno....
Eppure al peggio non c'è limite, come ci dimostra il trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour. Buonismo sempliciotto che non è di nessun aiuto alla causa dell'integrazione e melodia che fa somigliare Leali agli Afterhours.
E che dire di Sal Da Vinci, che è più Gigi D'Alessio di Gigi D'Alessio e canta una canzone di Gigi D'Alessio in coppia con Gigi D'Alessio? Rende quasi sopportabile Perbellini.
Ogni tanto Mario Lavezzi decide di salire sul palco, stavolta lo fa con Alexia per una canzone piuttosto piacevole, anche se lui è meglio che torni a scrivere e basta...
Francesco Renga tenta di ripetere il colpaccio di Angelo, ma Uomo Senza Età sembra più una canzone di Al Bano e nel ritornello copia troppo vistosamente Nessun Dorma di Puccini, che avevamo già riascoltato nella sigla di Mina.
A proposito di Al Bano, sarebbe bello poter ascoltare L'Amore E' Sempre Amore interpretata da qualcun'altro, perchè il modo in cui la canta è, come sempre, orribilmente patetico, ma la canzone (di Morra e Fabrizio) è sorprendentemente bella, soprattutto la melodia del ritornello che riprende Puccini in modo ben più originale e lo miscela con Morricone.
Patty Pravo è ormai lontana dalle ambizioni d'avanguardia di canzoni come Pigramente Signora o I Giorni Dell'Armonia, il brano di quest'anno è piuttosto scialbo, così come l'interpretazione.
Ci si lamenta che a Sanremo le canzoni parlano sempre degli stessi argomenti con lo stesso linguaggio, e poi si protesta se Povia porta una canzone che affronta un tema davvero originale in modo personale, peraltro con una melodia più che decente. Intravedo i pericoli di cui parlano le associazioni omosessuali, cioè che il testo di Luca Era Gay venga strumentalizzato per dire che l'omosessualità è una deviazione da cui dover guarire. E' un pericolo grave e per questo Povia avrebbe dovuto rivedere alcuni aspetti del testo, a cominciare dal titolo, che poteva essere, magari, Luca Pensava Di Essere Gay. Essenzialmente la storia racconta di un caso particolare da cui non devono discendere generalizzazioni. Le attenzioni ossessive della madre e il rapporto pessimo col padre spingono Luca all'omosessualità, ma poi conosce una ragazza e se la sposa... a mio parere questo non significa neppure che in realtà Luca è semplicemente eterosessuale, probabilmente è bisessuale... nel finale della canzone Povia sottolinea che si tratta solo della sua storia e che non sta parlando di nessuna malattia o guarigione, e del resto nessuno con un minimo di intelligenza pensa che gli omossesuali debbano provenire da famiglie travagliate o possano cambiare orientamento conoscendo la ragazza giusta. E' una canzone controversa, soprattutto per gli effetti polemici, ma almeno siamo lontani dal Povia edulcorato che conoscevamo e si può apprezzare, al di là degli errori che può aver commesso nel testo e nel titolo, l'intenzione di parlare di un aspetto così delicato del suo passato.
Il fatto che se avesse vinto le polemiche si sarebbero ingigantite è un motivo di sollievo (oltre che perchè l'altro sul podio è Da Vinci) per la vittoria di Marco Carta, che canta benino una canzoncina non troppo brutta, solo che in questo caso la provenienza da Amici comincia a farsi irritante per il suo modo di porsi da bravo ragazzo in pieno stile boy band.
La canzone che rimarrà nella memoria nazionalpopolare sarà, comunque, Sincerità di Arisa, già divenuta, non a torto, tormentone radiofonico fischiettato per strada...
Anche Simona Molinari canta con la sua bella voce limpida un brano piacevole (di cui è pure autrice), fortemente influenzato da jazz e swing, il duetto con Ornella Vanoni è stato uno dei migliori...
Un'altra bella voce è quella di Irene, figlia di Zucchero. Spiove Il Sole non era la canzone più bella, ma il talento paterno l'ha ereditato e merita di emergere.
Karima Ammar proviene da Amici di Maria De Filippi (per pura coincidenza co-presentatrice della serata finale). Un programma atroce. Eppure si vede che qualcosa, a quei ragazzini, glie lo insegnano, o forse è semplicemente lei che ha una voce splendida. Come In Ogni Ora è una bella canzone soul (prodotta nientemeno che da Burt Bacharach e cantata anche con Mario Biondi), e la sua interpretazione fa impallidire star celebri a livello planetario.
Eppure c'è stata una voce ancora più emozionante, quella di Iskra (nella foto), 62 anni (per lei le Proposte non si chiamano più Giovani... forse era meglio metterla direttamente nei Big). Vocalist di Lucio Dalla da una vita, componente della prima ora degli Stadio, ha una sua scuola di canto e se la si cerca su YouTube la si vede impartire lezioni, guarda caso, ad Amici. E' difficile comprendere come artisti così interessanti siano in qualche modo collegati a quel fenomeno trash, comunque la sua performance ricorda la miglior Mina; Quasi Amore è, inoltre, forse la canzone più bella di Dalla degli ultimi 20 anni.
L'unico maschio delle Proposte, Filippo Perbellini, è un clone di Riccardo Cocciante, che si esibisce in un patetico duetto con lui. E' un po' come vedere Teocoli con Celentano, ma l'effetto tragicomico è ben diverso. Delle altre cantanti non conservo, sinceramente, memoria.
Passando ai Big dobbiamo registrare un livello qualitativo molto più debole rispetto agli ultimi anni.
Nelle edizioni più recenti mi avevano bene impressionato le esibizioni dei Velvet e di Mario Venuti, erano emersi successi meritati come quello di Max Gazzè... stavolta tutte le speranze erano affidate agli Afterhours (chiamati direttamente da Bonolis, che è loro fan), alfieri del rock alternativo, e loro ci tengono talmente tanto che, dopo aver lanciato il loro ultimo album con singoli estremamente commerciali, portano a Sanremo la loro canzone più difficile degli ultimi 10 anni. Bella melodia, magnifico arrangiamento, ma eliminazione scontata. Avrei da ridire sul testo, un po' qualunquista. Tipo smetti di lamentarti, rimboccati le maniche, ma non si dice per fare cosa.
Tematica pericolosamente simile a quella di Marco Masini, riesumato per l'ennesima volta.
Bonolis ci tiene alla varietà, e allora ecco rappresentato anche l'hip hop coi Gemelli Diversi... peccato che sia quello più tamarro...
Tricarico non riesce a ripetere l'exploit di Vita Tranquilla. Jovanotti e Stefano Di Battista cercano di alleggerire il personaggio di Nicky Nicolai con una canzone facile, in stile Dirotta Su Cuba, ma il finale del ritornello venato di samba la fa arrivare in fondo col fiatone.
Roberto Benigni rende comprensibile anche ai più bacchettoni cosa sia l'amore omosessuale leggendo il De Profundis di Oscar Wilde e diverte prendendo in giro, giustamente, Iva Zanicchi che a 70 anni vuole sesso senza amore.
Un'eliminazione immeritata è invece quella di Dolcenera, niente di speciale ma era sicuramente più piacevole, per esempio, di Fausto Leali con la sua patetica canzonetta che ricalca tutti gli stereotipi melodici sanremesi degli anni 80, sembra scritta da Cutugno....
Eppure al peggio non c'è limite, come ci dimostra il trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour. Buonismo sempliciotto che non è di nessun aiuto alla causa dell'integrazione e melodia che fa somigliare Leali agli Afterhours.
E che dire di Sal Da Vinci, che è più Gigi D'Alessio di Gigi D'Alessio e canta una canzone di Gigi D'Alessio in coppia con Gigi D'Alessio? Rende quasi sopportabile Perbellini.
Ogni tanto Mario Lavezzi decide di salire sul palco, stavolta lo fa con Alexia per una canzone piuttosto piacevole, anche se lui è meglio che torni a scrivere e basta...
Francesco Renga tenta di ripetere il colpaccio di Angelo, ma Uomo Senza Età sembra più una canzone di Al Bano e nel ritornello copia troppo vistosamente Nessun Dorma di Puccini, che avevamo già riascoltato nella sigla di Mina.
A proposito di Al Bano, sarebbe bello poter ascoltare L'Amore E' Sempre Amore interpretata da qualcun'altro, perchè il modo in cui la canta è, come sempre, orribilmente patetico, ma la canzone (di Morra e Fabrizio) è sorprendentemente bella, soprattutto la melodia del ritornello che riprende Puccini in modo ben più originale e lo miscela con Morricone.
Patty Pravo è ormai lontana dalle ambizioni d'avanguardia di canzoni come Pigramente Signora o I Giorni Dell'Armonia, il brano di quest'anno è piuttosto scialbo, così come l'interpretazione.
Ci si lamenta che a Sanremo le canzoni parlano sempre degli stessi argomenti con lo stesso linguaggio, e poi si protesta se Povia porta una canzone che affronta un tema davvero originale in modo personale, peraltro con una melodia più che decente. Intravedo i pericoli di cui parlano le associazioni omosessuali, cioè che il testo di Luca Era Gay venga strumentalizzato per dire che l'omosessualità è una deviazione da cui dover guarire. E' un pericolo grave e per questo Povia avrebbe dovuto rivedere alcuni aspetti del testo, a cominciare dal titolo, che poteva essere, magari, Luca Pensava Di Essere Gay. Essenzialmente la storia racconta di un caso particolare da cui non devono discendere generalizzazioni. Le attenzioni ossessive della madre e il rapporto pessimo col padre spingono Luca all'omosessualità, ma poi conosce una ragazza e se la sposa... a mio parere questo non significa neppure che in realtà Luca è semplicemente eterosessuale, probabilmente è bisessuale... nel finale della canzone Povia sottolinea che si tratta solo della sua storia e che non sta parlando di nessuna malattia o guarigione, e del resto nessuno con un minimo di intelligenza pensa che gli omossesuali debbano provenire da famiglie travagliate o possano cambiare orientamento conoscendo la ragazza giusta. E' una canzone controversa, soprattutto per gli effetti polemici, ma almeno siamo lontani dal Povia edulcorato che conoscevamo e si può apprezzare, al di là degli errori che può aver commesso nel testo e nel titolo, l'intenzione di parlare di un aspetto così delicato del suo passato.
Il fatto che se avesse vinto le polemiche si sarebbero ingigantite è un motivo di sollievo (oltre che perchè l'altro sul podio è Da Vinci) per la vittoria di Marco Carta, che canta benino una canzoncina non troppo brutta, solo che in questo caso la provenienza da Amici comincia a farsi irritante per il suo modo di porsi da bravo ragazzo in pieno stile boy band.
La canzone che rimarrà nella memoria nazionalpopolare sarà, comunque, Sincerità di Arisa, già divenuta, non a torto, tormentone radiofonico fischiettato per strada...
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Sanremo
Monday, 5 March 2007
Sanremo 2007
Purtroppo da alcuni anni i cantanti della categoria Giovani riflettono la crisi qualitativa che c'è in generale tra gli emergenti della scena musicale italiana, anche al livello cosiddetto alternativo... quest'anno c'è persino arrivato un duo proveniente da "Amici" della De Filippi, i Pquadro, ovviamente pessimi.
Pier Cortese, che si era fatto sentire volentieri alla radio con Souvenir, ha deluso con Non Ho Tempo. Fabrizio Moro ha vinto con Pensa, che avrà pure avuto un testo anti-mafia, ma per il resto (interpretazione compresa), sembrava una canzone degli Zero Assoluto (non è un complimento).
Gli unici cantanti potenzialmente interessanti sono Stefano Centomo, che con la sua intensa Bivio mi ha ricordato le migliori Vibrazioni, ed Elsa Lila, un'albanese che non pronuncia perfettamente l'italiano, ma col suo timbro vocale ricorda la Mia Martini di Minuetto...
Veniamo ai Campioni: parlando di atrocità non si può non citare Al Bano: si è fatto scrivere Nel Perdono da suo figlio e da Renato Zero, ma il risultato è pomposamente kitch, anche oltre la sua media. E che dire allora della famiglia Facchinetti Robi & Figlio? C'è un limite al peggio? Sì, e si chiama Piero Mazzocchetti, ha fatto la sigla per un match di boxe su una rete TV tedesca, per cui è un campione, no? Vorrebbe il successo di Bocelli, ma facendo finta che abbia talento, dovrebbe innanzitutto portare canzoni decenti, a differenza dell'oscena Schiavo D'Amore (non perchè, con quel titolo, parlasse di sado-maso, era proprio orribile e basta).
La domanda sorge spontanea, Lubrano direbbe: ma Leda Battisti è capace di fare una canzone che non sia ispirata dal flamenco o almeno che non sia identica alla precedente? In confronto la Musica di Paolo Meneguzzi è quasi sopportabile.
Ci sono canzoni brutte ma innocue, come quelle dei Fratelli Bella e degli Zero Assoluto, un duo di DJ di RTL che sa cosa vogliono le ragazzine, anche se Appena Prima Di Partire stupisce per un basso semi-acustico probabilmente filtrato con chorus, che insomma sembra quasi che ci sia Peter Hook dei New Order... ho detto quasi!
E'stato l'anno del Teatro-Canzone, così dicono. Questo perchè, in effetti, alcuni brani richiedevano un'espressività fortemente teatrale. Questo, ovviamente, non era un problema per Paolo Rossi, che ha portato un brano inedito di Rino Gaetano. Ma se già Rossi non entusiasmava, l'effetto risultava decisamente patetico con Tosca e la sua marcetta pseudo-Brecht. Chissà che ne pensava Milva, grande fan di Brecht, che però non faceva molto meglio con The Show Must Go On di Faletti.
Ci sono artisti che in passato hanno portato bellissime canzoni a Sanremo, ma che quest'anno hanno deluso. E'il caso di Daniele Silvestri (la sua fiesta latina non mi risulta credibile), Antonella Ruggiero (anche lei con il testo impegnato, ma la musica era mediocre) e persino degli Stadio, che dopo aver pubblicato, nell'ultimo paio d'anni, un bel singolo dietro l'altro (Buona Sorte, Fammi Stare Con Te, E Mi Alzo Sui Pedali) sono venuti a Sanremo con una canzone deboluccia...
Cominciamo a parlare di canzoni decenti: Chissà Se Nevica di Mango, niente di irresistibile, ma piacevole come Mango sa essere... Amalia Gre riesce a mitigare l'effetto-Mazzocchetti (nemo profeta in patria) con una canzone sofisticata ed un'intepretazione da jazzista navigata. Meglio Così è una bella canzone, sarà pure fuori moda da decenni ma credo che Sinatra l'avrebbe cantata volentieri, e poi ha un ritornello semplice solo in apparenza, la melodia resta in sospeso con una soluzione che sembra provenire più dal jazz raffinato della Gre che non dalla canzonetta che di solito canta Johnny Dorelli.
Riesce ad emozionare parecchio Fabio Concato: ci sono più canzoni impegnate che teatro-canzone, ma la sua Oltre Il Giardino va oltre gli stereotipi e parla di un 50enne che si ritrova improvvisamente senza lavoro, tema attuale e troppo trascurato quando si parla di precariato. La soluzione della vicenda è poetica, ma soprattutto la musica è davvero intensa.
Simone Cristicchi, vincitore del Festival, ha dalla sua un ritornello molto emozionante, che ricorda il miglior Gazzè, e la credibilità: non è una popstar che ha improvvisamente deciso di dedicare una canzone all'argomento del disagio psichico, è un argomento che ha affrontato per anni in prima persona frequentando il manicomio dov'è ricoverato un amico e a cui ora ha dedicato addirittura un concept album con allegato un DVD con un documentario.
Nada ci ha abituato da parecchio tempo a proposte alternative, ma riesce ancora a stupire con la splendida Luna In Piena, interpretata insieme a Cristina Donà nella serata con gli ospiti. Un ritornello che sarebbe piaciuto al Bowie più sperimentatore.
Tuttavia, a mio parere, i migliori del Festival sono i Velvet (nella foto). Anni fa ci tormentavano con lo spaghetti-Britpop di Boy Band, ma hanno evidentemente attraversato un percorso di maturazione. Già Dovevo Dirti Molte Cose, un paio d'anni fa, ci aveva sorpresto con un brano molto intenso fortemente ispirato dai Radiohead. Tutto Da Rifare ha un'impronta più personale ed emoziona con un ritornello stupendo. Interessante il duetto col cantante delle Vibrazioni, un'altra band che aveva debuttato con uno stile banale ma che è cresciuta artisticamente sino all'ultimo singolo, Portami Via. Questo ci insegna che puoi sbagliare stile quanto vuoi, ma se hai talento prima o poi emergerà, e Tutto Da Rifare consacra quello dei Velvet.
Non fosse altro che per le migliori quattro o cinque canzoni, o per il sorprendente pezzo di Ficarra e Picone su Don Puglisi, anche quest'anno valeva la pena di vedere Sanremo...
Tuesday, 12 March 2002
Sanremo 2002
| Mino Reitano, vincitore morale! |
Ma siete proprio sicuri di non esservi persi nulla? C'è qua per voi A New Order Fan, che non aveva niente di meglio da fare, se l'è visto quasi tutto ed ora dà le sue pagelle al Festival.
I CAMPIONI
01 PATTY PRAVO - L'Immenso: Un sublime ritorno alla sperimentazione meno accessibile, una splendida canzone, un'interpretazione magnifica. 8
02 MINO REITANO - La Mia Canzone: Reitano nasce rocker duro underground, suona coi Beatles ancora sconosciuti nei localini di Amburgo. Poi passa al melodico per lucro, ma dentro rimane un alternativo. Basta ricordare le apparizioni nei programmi cult di Ippoliti. Stavolta getta la maschera e si fa dare una meravigliosa poesia di Panella, l'ermetico autore dei capolavori dell'ultimo Battisti. La musica è più complessa di quel che appare (l'inizio sembra composto da Craig Armstrong), anche se poi rassicura i fans con un classico ritornello nazionalpopolare. Sicuramente la proposta più sorprendente e interessante del Festival. 7
03 MICHELE ZARRILLO - Gli Angeli: Una bella melodia, un ottimo arrangiamento, nel suo genere è qualitativamente il massimo. 6
04 NINO D'ANGELO - Marì: Il ritornello è efficacie come nella miglior tradizione napoletana, l'arrangiamento è sontuoso, arricchito da riferimenti etnici. 6
05 DANIELE SILVESTRI - Salirò: Anche se non è ai livelli delle precedenti apparizioni di Gazzè, Fabi e Tiromancino, è un buon esponente della scena romana. Un bel pezzo elettronico accompagnato da buffi passi di dance con un ballerino kitch. Divertente. 6
06 GINO PAOLI - Un Altro Amore: Una canzone molto orecchiabile interpretata con disinvolta bravura. 5
07 ALEXIA - Dimmi Come: Dopo averci perseguitato per anni coi successi dance di plastica ci sorprende con una bella voce per un pezzo funky. 5
08 LOREDANA BERTE' - Dimmi Che Mi Ami: Si presenta in condizioni psichiche sinceramente preoccupanti. Il voto è d'incoraggiamento. 4
09 FRANCESCO RENGA - Tracce Di Te: L'ex leader dei Timoria ha sempre una bella voce, ma ormai si è dato a canzoni banalotte. 3
10 MARIELLA NAVA - Il Cuore Mio: Lei ha indubbie capacità compositive nell'ambito del filone (basti ricordare che è l'autrice di Spalle Al Muro di Zero). Il problema è che non se ne discosta mai. 3
11 GIANLUCA GRIGNANI - Lacrime Dalla Luna: E'strano come questo cantautorucolo da strapazzo voglia proporre un'immagine quasi alternativa, mentre è solo una versione molto più spenta del più banale Vasco da ballata. 2
12 ENRICO RUGGERI - Primavera A Sarajevo: A 15 anni da Si Può Dare Di Più non ha perso il fiuto per la speculazione e porta una prevedibile marcetta balcanica, che però, arrangiata diversamente, avrebbe potuto suonare ska! 2
13 FILIPPA GIORDANO - Amarti Sì: Lascia intuire buone doti interpretative, ma la canzone è troppo debole. 1
14 ALESSANDRO SAFINA - Del Perduto Amore: Canzone irrilevante. E canta pure male, anche se il tenorino non lo sa e si crede degno della Scala. 1
15 GAZOSA - Ogni Giorno Di Più: Non c'è neppure il tormentone tipo www mipiacitu ... è una canzone inutilmente innocua e i ragazzini, se non stessero facendo soldi a palate (dettaglio), farebbero bene a concentrarsi sugli studi. 1
16 MATIA BAZAR - Messaggio D'Amore: Una vittoria davvero immeritata con una canzone insignificante.
17 FIORDALISO - Accidenti A Te: E a chi l'ha ripescata. La classica ballata sanremese. Probabilmente non guardate il Festival perchè credete che tutte le canzoni siano di questo livello. Comprensibile. 1
18 FAUSTO LEALI E LUISA CORNA - Ogni Giorno Di Più: Il solito duetto sanremese. Formulaico. 1
19 LOLLIPOP - Batte Forte: Rimanendo nel formulaico, va bene imitare le Spice Girls (anche nelle stonature), ma quando è troppo è troppo... 1
20 TIMORIA - Casa Mia: Un ultimo posto meritatissimo. Nel decennio scorso tentavano un'imitazione del grunge. Almeno erano contemporanei. Ora si vestono e suonano come 30 anni fa. Un'involuzione insensata. E poi dicono che Reitano è kitch... 1
I GIOVANI
01 VALENTINA GIOVAGNINI - Il Passo Silenzioso Della Neve: Questa ragazza si propone di imitare Bjork, il tentativo è apprezzabile, anche se per ora somiglia più a Elisa che cerca di imitare Bjork. 6
02 BOTERO - Siamo Treni: Propongono una fusione tra classico ed elettronica abbastanza interessante, ma sembra che manchi un po'd'intuito melodico. L'interpretazione è un po'troppo patetica, così come la realizzazione del lodevole tentativo di proporre un look originale. Alla fine sembrano uno scarto degli anni 80, ma in questi tempi di magra va quasi bene... 5
03 LA SINTESI - Ho Mangiato La Mia Ragazza: Gli anni scorsi la Mescal aveva mandato a Sanremo i Subsonica, i Soerba e i Bluvertigo. Sebbene questo gruppo abbia amicizie presso gli ultimi due, non c'è neppure una vaga somiglianza, musicalmente parlando. Peccato perchè il testo è simpatico, ma la realtà è che la Mescal ha mandato quelli che per loro sono quello che i Luciferme erano per il Consorzio. Un gruppo mediocre... ma poteva andare peggio: potevano mandare Francesco C... 4
04 ARCHINUE' - La Marcia Dei Santi: Un folk un po'sempliciotto, tipo i Modena City Ramblers meno celtici. Può interessare agli estimatori del genere. 4
05 ANNA TATANGELO - Doppiamente Fragili: Una quindicenne che all'anteprima aveva portato una canzone di Syria. Niente di promettente, quindi, ma si distingue (e vince) perchè canta benino una canzone che funziona. 2
06 GIULIODORME - Odore: Un gruppo che passava su VideoMusic alcuni anni fa, ormai irriconoscibile in seguito a cambiamenti di formazione e soprattutto al passaggio da un pop più ricercato ad un Britpop molto più banale. 2
07 SIMONE PATRIZI - Se Poi Mi Chiami: Ha potenzialità per il successo commerciale, ma portava una canzone debolissima. 1
08 PLASTICO - Fruscio: Inconsistenti, insignificanti... 1
09 DUAL GANG - Sarà La Primavera: Un atroce rap all'acqua di rose. 1
10 78 BIT - Fotografia: Leggerissimi e completamente inutili. 1
11 OFFSIDE - Quando Una Ragazza C'E': Assolutamente insignificanti. 1
12 ANDREA FEBO - All'Infinito: Uno degli irrilevanti cantanti melodici di quest'anno. 1
13 DANIELE VIT - Non Finirà: Uno degli irrilevanti cantanti melodici di quest'anno. 1
14 GIANNI FIORELLINO - Ricomincerò: Uno degli irrilevanti cantanti melodici di quest'anno. 1
15 MARCO MORANDI - Che Ne So: Uno degli irrilevanti cantanti melodici di quest'anno. Con l'aggravante di essere figlio d'arte. 1
16 GIACOMO CELENTANO - You And Me: Uno degli irrilevanti cantanti melodici di quest'anno. Con l'aggravante di essere figlio d'arte. 1
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