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Sunday, 28 February 2016
Sanremo 2016
Anche quest'anno è valsa la pena di guardare il Festival per quella manciata di canzoni di qualità, stavolta tutte cantate da donne eccetto il vincitore delle Nuove Proposte. Francesco Gabbani viene da una lunga gavetta ed ha portato una ventata di ritmo ed ironia, spiccando notevolmente sugli altri artisti della sezione che non vale neppure la pena menzionare. Per esempio Chiara Dello Iacovo ha ricevuto un premio dalla Sala Stampa ma sembrava un bambino che cantava allo Zecchino d'Oro, Cecile ha sprecato una bella voce per una canzone volgarotta dal messaggio antirazzista piuttosto banale ed Ermal Meta, che pure era risultato interessante con La Fame di Camilla, ha portato un brano innocuo.
E' un peccato che gli Stadio, che solitamente fanno belle canzoni e che hanno anche un nuovo album complessivamente valido, abbiano vinto il Festival con quella che è forse la canzone più brutta della loro carriera. E' come se avessero voluto riproporre a modo loro la pomposità populista de Il Volo dell'anno scorso.
Inspiegabilmente premiato dalle vendite post-Sanremo è Valerio Scanu, probabilmente è il ritornello che funziona e dona un'insapettata seconda chance ad un artista che sembrava sull'orlo di un meritato oblio dalle scene. Il suo sosia Alessio Bernabei cerca di fare il Nek di quest'anno con un brano che scimmiotta la dance, ma fallisce miseramente, sebbene gli vada molto meglio che alla sua ex band, Dear Jack, canzone banalissima e nuovo cantante pessimo. Tutti prendono in giro gli Zero Assoluto, ma loro in confronto avevano un brano quasi accettabile.
I consensi, inizialmente sembravano convergere su Enrico Ruggeri che citava sé stesso per l'ennesima volta e invece piano piano è salita Francesca Michielin, nonostante l'esecuzione incerta di una canzone piuttosto insipida ed un look da Casa nella Prateria, anche se è sempre meglio del duo terzo classificato formato da Deborah Iurato e Giovanni Caccamo, che l'anno scorso si era rivelato valido cantautore trionfando meritatamente nelle Nuove Proposte, e quest'anno cos'ha fatto? Ha portato una ballatona idiota scritta da Sangiorgi dei Negramaro che ha fatto ricomparire sul palco dell'Ariston lo spettro di Gio di Tonno. Un altro che inizialmente riscuote inspiegati consensi è Lorenzo Fragola, avere 20 anni e canzoni che fan venire nostalgia di Toto Cutugno. E' impressionante come Irene Fornaciari sfidi la costante indifferenza del pubblico, addirittura per la quarta volta. Ancora una sfida persa, se il padre le vuole bene deve cominciare ad immaginare un futuro diverso per lei..
Patty Pravo ha cantato meravigliosamente tante belle canzoni nella sua carriera, non c'era proprio bisogno di vederla cantare a fatica una canzonetta senza spessore. Si è rifatta nella serata delle cover con una magnifica auto-cover di Tutt'al Più. Altra delusione da Neffa, che prima è stato forse il miglior rapper degli anni 90, poi una dignitosa pop star ma torna all'Ariston per stonicchiare un motivetto in cui forse non crede neanche lui.
Si ironizza su Rocco Hunt, ma la sua citazione funky di Pino Daniele funziona e la sua esecuzione oscilla agilmente fra cantato e rap. Un po' quello che voleva fare il più blasonato Clementino, che però a mio parere non ce l'ha fatta.
Mezza delusione per Elio e Le Storie Tese. Vincere l'Odio è un esercizio di stile come La Canzone Mononota, stavolta si tratta della canzone di soli ritornelli... non mancano le idee spassose nel testo, ma sarebbe stato bello se stavolta avessero portato una delle loro bellissime canzoni "vere". D'altro canto anche il nuovo album (nonostante alcuni brani piacevoli) si mantiene complessivamente sottotono come L'Album Biango, lontano dall'ispirazione degli anni migliori. I Bluvertigo portano una canzone stupenda con un ritornello splendido ed un arrangiamento sontuoso, peccato che la voce di Morgan non torna più. Insomma non ho potuto tifare per queste due band di cui sono fan da decenni..
E invece la qualità salvata dalle donne, dicevamo. Annalisa canta molto bene il testo più bello di tutto il Festival ("...io non tornerò, perchè non hai futuro, e io ho già poco tempo per me stessa, figuriamoci per gente come te..."), peccato che la melodia rimanga in bilico fra citazioni di Lucio Dalla e Loredana Bertè. Manca un po' di originalità, che troviamo invece a piene mani (nonostante Masini compaia fra le firme), nel brano raffinato ed emozionante di Noemi, con un ritornello formidabile dagli echi pucciniani. Meritava di più anche la canzone di Arisa (impeccabile, come sempre, nell'interpretazione), che mi ha ricordato Joni Mitchell e Carly Simon, insomma roba fina. La vera sorpresa è Dolcenera, discutibile personaggio televisivo reduce da hit dance che potremmo definire al massimo "piacevoli", canta e suona magnificamente un piano jazz nel sofisticatissimo soul di Ora O Mai Più, impreziosita da un coro magnifico ed un arrangiamento perfetto.
Il fatto che Noemi e Dolcenera abbiano rischiato l'eliminazione e che nessuna di queste donne si sia piazzata vicino al podio è allarmante, perchè dobbiamo sperare che questo non tolga la voglia agli artisti delle edizioni future di osare con la qualità, senza appiattirsi sulle soluzioni populiste che sono state invece premiate da piazzamenti e vendite.
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Sunday, 19 February 2012
Sanremo 2012
A giudicare dai vincitori di questo Sanremo, sarebbe un disastro.
Emma vince con Non E' L'Inferno, entrambe la canzone e l'interpretazione superano di parecchio il concetto di patetico. Proveniente dalla scuderia di Amici, a differenza dei bidoni Valerio Scanu e Marco Carta, lei il pubblico (purtroppo) ce l'ha davvero, quindi venderà anche bene e non ce la leveremo di torno per un po'. E' lo stesso pubblico a cui piace il rock grottescamente pomposo dei Modà, e infatti il brano è stato scritto anche da Francesco Silvestre, leader della band.
Nella categoria Sanremo Social (ovvero nuove proposte, giovani che dir si voglia) vince Alessandro Casillo con E' Vero (Che Ci Sei), anche in questo caso entrambe la canzone e l'interpretazione sono di una pochezza impressionante, e anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un personaggio televisivo, ex bambinetto vincitore di Io Canto, ora pronto per i poster delle coetanee teenager.
Però, si sa, molto spesso le canzoni più belle, che hanno più fortuna e rimangono nella memoria non sono quelle che vincono, e basta guardare appena sotto questi due personaggi imbarazzanti per trovare già sul podio belle canzoni e bravi artisti. Restando a Sanremo Social, i simpatici Iohosemprevoglia, due bravi cantanti con due belle canzoni (Erica Mou e Celeste Gaia), e un cantante dotato di una voce splendida che ha sprecato per una canzone mediocre, Marco Guazzone. Non mi hanno invece bene impressionato Giordana Angi (un po' troppo presuntuosa la sua interpretazione, probabilmente ispirata da Malika Ayane e L'Aura, ma decisamente fuori dalle sue possibilità), Bidiel (ne ha ancora, di strada da fare, Madonia Jr.) e Giulia Anania (non balorda, semplicemente irrilevante). Vi posto il video ufficiale degli Iohosemprevoglia. Vi sono ovviamente video delle esibizioni sanremesi, ma verrano probabilmente rimossi, con sconfortante ottusità, da YouTube. Sotto il video parlerò degli Artisti (o big, o campioni che dir si voglia).
Per quanto riguarda gli Artisti sul podio troviamo la brava Noemi con una splendida canzone, Sono Solo Parole, scritta da Fabrizio Moro, che arriva subito ed emoziona, e infatti ha avuto un successo immediato risultando, al momento, la più venduta tra i singoli in download. Anche Noemi nasce come personaggio televisivo (X Factor), ma almeno ha saputo conquistare una notevole credibilità, grazie al suo autentico talento e alle belle canzoni che le scrivono alcuni tra i migliori autori, come Rossi e Curreri con Vuoto A Perdere.
Arisa, invece, ha portato una canzone molto meno immediata, La Notte, ma questa canzone quando arriva arriva, con la sua melodia malinconica e commovente, e quando fai attenzione, molta attenzione alle parole, sai che hai vissuto quelle sensazioni e nessuno le ha mai descritte così... l'aspetto più incredibile è che lei canta (splendidamente) una canzone che le ha scritto l'ex fidanzato. Una delle canzoni più belle della storia di Sanremo. Sotto il suo video parlerò degli altri Artisti.
Lucio Dalla sorprende tutti e porta a Sanremo Pierdavide Carone, altro ex di Amici, nonchè autore dell'orribile canzone di Scanu (Per Tutte Le Volte Che), eppure Nanì è una bella canzone, con ritmica ed armonia molto raffinate, e Carone la canta pure bene, in coppia con Dalla che dirige l'orchestra.
Il bello è che hanno pure rischiato di venire eliminati, ripescati anche a spese dei Marlene Kuntz, insoliti esponenti del rock alternativo che, purtroppo, non hanno avuto più fortuna degli Afterhours alcuni anni fa. I Marlene Kuntz non solo hanno regalato al Festival il momento più emozionante duettando con la leggendaria Patti Smith in Impressioni Di Settembre della PFM (ed ottenendo il Premio della Sala Stampa), ma hanno anche portato la stupenda e pedagogica Canzone Per Un Figlio, con una bella chitarra e un bell'arrangiamento di fiati di Roy Paci. Bello anche il duetto della canzone con Samuel dei Subsonica. Ovvio che il tutto risulti troppo inconsueto per chi decreta la vittoria di Emma. Ecco il video, in attesa di parlare degli altri Artisti.
Nina Zilli, invece, arriva dritto in finale, probabilmente grazie alla sua voce strepitosa più che alla canzone, tentativo troppo evidente di far rivivere una Mina di quasi 50 anni fa... Eliminazione giusta per i Matia Bazar, gruppo dalla storia spesso nobile ma che ha ormai perso da tempo l'ispirazione, come dimostra Sei Tu, autocitazionista sino alla noia, e per Chiara Civello, che per anni ha mietuto successi oltreoceano ma a Sanremo non ha saputo dimostrare la necessità di un suo successo anche in patria, visto che la canzone era assai mediocre e come cantante è bravina, ma niente di speciale se paragonata non dico a Giorgia, ma già alla Zilli. Avrei forse salvato Irene Fornaciari, che ha cantato bene Grande Mistero, simpatica canzone scritta da Van Der Sfroos. Mi ha comunque fatto piacere il ripescaggio di Gigi D'Alessio con Loredana Bertè, coppia talmente grottesca da risultare simpatica, soprattutto nell'esibizione in playback del remix di Respirare con Fargetta circondati da un centinaio di ballerini scovati in discoteca. Quando ha cantato dal vivo la Bertè è quasi sempre riuscita a graffiare con la sua voce, come ai bei tempi, e già questa è una bella notizia.
Samuele Bersani rischia grosso portando una canzone completamente diversa da Replay, che gli aveva regalato, giustamente, un enorme successo una dozzina d'anni fa. Un Pallone sembra una canzone troppo sciocca con quel piano che sembra preso da una sala cinematografica dei tempi del muto, e invece alla fine risulta una filastrocca simpatica che ti frulla in testa senza infastidirti troppo, e riesce pure a dargli il Premio della Critica.
Eugenio Finardi punta in alto con E Tu Lo Chiami Dio, canta bene un testo interessante, il problema è che la musica non ti lascia proprio nulla. Anche Francesco Renga e Dolcenera cantano bene, ma le canzoni sono appena decenti, magari le avremmo notate in anni di qualità più magra, ma non in questa edizione comunque caratterizzata dall'incursione dei Marlene Kuntz, dal sorprendente duetto Carone - Dalla, e dalle belle canzoni che hanno consacrato il talento di Noemi ed Arisa.
Emma vince con Non E' L'Inferno, entrambe la canzone e l'interpretazione superano di parecchio il concetto di patetico. Proveniente dalla scuderia di Amici, a differenza dei bidoni Valerio Scanu e Marco Carta, lei il pubblico (purtroppo) ce l'ha davvero, quindi venderà anche bene e non ce la leveremo di torno per un po'. E' lo stesso pubblico a cui piace il rock grottescamente pomposo dei Modà, e infatti il brano è stato scritto anche da Francesco Silvestre, leader della band.
Nella categoria Sanremo Social (ovvero nuove proposte, giovani che dir si voglia) vince Alessandro Casillo con E' Vero (Che Ci Sei), anche in questo caso entrambe la canzone e l'interpretazione sono di una pochezza impressionante, e anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un personaggio televisivo, ex bambinetto vincitore di Io Canto, ora pronto per i poster delle coetanee teenager.
Però, si sa, molto spesso le canzoni più belle, che hanno più fortuna e rimangono nella memoria non sono quelle che vincono, e basta guardare appena sotto questi due personaggi imbarazzanti per trovare già sul podio belle canzoni e bravi artisti. Restando a Sanremo Social, i simpatici Iohosemprevoglia, due bravi cantanti con due belle canzoni (Erica Mou e Celeste Gaia), e un cantante dotato di una voce splendida che ha sprecato per una canzone mediocre, Marco Guazzone. Non mi hanno invece bene impressionato Giordana Angi (un po' troppo presuntuosa la sua interpretazione, probabilmente ispirata da Malika Ayane e L'Aura, ma decisamente fuori dalle sue possibilità), Bidiel (ne ha ancora, di strada da fare, Madonia Jr.) e Giulia Anania (non balorda, semplicemente irrilevante). Vi posto il video ufficiale degli Iohosemprevoglia. Vi sono ovviamente video delle esibizioni sanremesi, ma verrano probabilmente rimossi, con sconfortante ottusità, da YouTube. Sotto il video parlerò degli Artisti (o big, o campioni che dir si voglia).
Per quanto riguarda gli Artisti sul podio troviamo la brava Noemi con una splendida canzone, Sono Solo Parole, scritta da Fabrizio Moro, che arriva subito ed emoziona, e infatti ha avuto un successo immediato risultando, al momento, la più venduta tra i singoli in download. Anche Noemi nasce come personaggio televisivo (X Factor), ma almeno ha saputo conquistare una notevole credibilità, grazie al suo autentico talento e alle belle canzoni che le scrivono alcuni tra i migliori autori, come Rossi e Curreri con Vuoto A Perdere.
Arisa, invece, ha portato una canzone molto meno immediata, La Notte, ma questa canzone quando arriva arriva, con la sua melodia malinconica e commovente, e quando fai attenzione, molta attenzione alle parole, sai che hai vissuto quelle sensazioni e nessuno le ha mai descritte così... l'aspetto più incredibile è che lei canta (splendidamente) una canzone che le ha scritto l'ex fidanzato. Una delle canzoni più belle della storia di Sanremo. Sotto il suo video parlerò degli altri Artisti.
Lucio Dalla sorprende tutti e porta a Sanremo Pierdavide Carone, altro ex di Amici, nonchè autore dell'orribile canzone di Scanu (Per Tutte Le Volte Che), eppure Nanì è una bella canzone, con ritmica ed armonia molto raffinate, e Carone la canta pure bene, in coppia con Dalla che dirige l'orchestra.
Il bello è che hanno pure rischiato di venire eliminati, ripescati anche a spese dei Marlene Kuntz, insoliti esponenti del rock alternativo che, purtroppo, non hanno avuto più fortuna degli Afterhours alcuni anni fa. I Marlene Kuntz non solo hanno regalato al Festival il momento più emozionante duettando con la leggendaria Patti Smith in Impressioni Di Settembre della PFM (ed ottenendo il Premio della Sala Stampa), ma hanno anche portato la stupenda e pedagogica Canzone Per Un Figlio, con una bella chitarra e un bell'arrangiamento di fiati di Roy Paci. Bello anche il duetto della canzone con Samuel dei Subsonica. Ovvio che il tutto risulti troppo inconsueto per chi decreta la vittoria di Emma. Ecco il video, in attesa di parlare degli altri Artisti.
Nina Zilli, invece, arriva dritto in finale, probabilmente grazie alla sua voce strepitosa più che alla canzone, tentativo troppo evidente di far rivivere una Mina di quasi 50 anni fa... Eliminazione giusta per i Matia Bazar, gruppo dalla storia spesso nobile ma che ha ormai perso da tempo l'ispirazione, come dimostra Sei Tu, autocitazionista sino alla noia, e per Chiara Civello, che per anni ha mietuto successi oltreoceano ma a Sanremo non ha saputo dimostrare la necessità di un suo successo anche in patria, visto che la canzone era assai mediocre e come cantante è bravina, ma niente di speciale se paragonata non dico a Giorgia, ma già alla Zilli. Avrei forse salvato Irene Fornaciari, che ha cantato bene Grande Mistero, simpatica canzone scritta da Van Der Sfroos. Mi ha comunque fatto piacere il ripescaggio di Gigi D'Alessio con Loredana Bertè, coppia talmente grottesca da risultare simpatica, soprattutto nell'esibizione in playback del remix di Respirare con Fargetta circondati da un centinaio di ballerini scovati in discoteca. Quando ha cantato dal vivo la Bertè è quasi sempre riuscita a graffiare con la sua voce, come ai bei tempi, e già questa è una bella notizia.
Samuele Bersani rischia grosso portando una canzone completamente diversa da Replay, che gli aveva regalato, giustamente, un enorme successo una dozzina d'anni fa. Un Pallone sembra una canzone troppo sciocca con quel piano che sembra preso da una sala cinematografica dei tempi del muto, e invece alla fine risulta una filastrocca simpatica che ti frulla in testa senza infastidirti troppo, e riesce pure a dargli il Premio della Critica.
Eugenio Finardi punta in alto con E Tu Lo Chiami Dio, canta bene un testo interessante, il problema è che la musica non ti lascia proprio nulla. Anche Francesco Renga e Dolcenera cantano bene, ma le canzoni sono appena decenti, magari le avremmo notate in anni di qualità più magra, ma non in questa edizione comunque caratterizzata dall'incursione dei Marlene Kuntz, dal sorprendente duetto Carone - Dalla, e dalle belle canzoni che hanno consacrato il talento di Noemi ed Arisa.
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Sanremo
Wednesday, 25 February 2009
Sanremo 2009
Diversamente dal solito, quest'anno la categoria delle Proposte ci ha presentato cantanti degni di un certo interesse: la vincitrice Arisa sembra la Marchesini "cecata" (quando è scesa dalle scale la prima volta pensavo che fosse una comica) ma la sua canzoncina a metà tra lo swing e il country funziona alla grande (di questi tempi in America sarebbe una vera hit) e c'è davvero poco da ridire sulla sua interpretazione vocale. Anche il look e il modo di porsi mi sembrano più intenzionali per creare un personaggio originale che non autenticamente naif.
Anche Simona Molinari canta con la sua bella voce limpida un brano piacevole (di cui è pure autrice), fortemente influenzato da jazz e swing, il duetto con Ornella Vanoni è stato uno dei migliori...
Un'altra bella voce è quella di Irene, figlia di Zucchero. Spiove Il Sole non era la canzone più bella, ma il talento paterno l'ha ereditato e merita di emergere.
Karima Ammar proviene da Amici di Maria De Filippi (per pura coincidenza co-presentatrice della serata finale). Un programma atroce. Eppure si vede che qualcosa, a quei ragazzini, glie lo insegnano, o forse è semplicemente lei che ha una voce splendida. Come In Ogni Ora è una bella canzone soul (prodotta nientemeno che da Burt Bacharach e cantata anche con Mario Biondi), e la sua interpretazione fa impallidire star celebri a livello planetario.
Eppure c'è stata una voce ancora più emozionante, quella di Iskra (nella foto), 62 anni (per lei le Proposte non si chiamano più Giovani... forse era meglio metterla direttamente nei Big). Vocalist di Lucio Dalla da una vita, componente della prima ora degli Stadio, ha una sua scuola di canto e se la si cerca su YouTube la si vede impartire lezioni, guarda caso, ad Amici. E' difficile comprendere come artisti così interessanti siano in qualche modo collegati a quel fenomeno trash, comunque la sua performance ricorda la miglior Mina; Quasi Amore è, inoltre, forse la canzone più bella di Dalla degli ultimi 20 anni.
L'unico maschio delle Proposte, Filippo Perbellini, è un clone di Riccardo Cocciante, che si esibisce in un patetico duetto con lui. E' un po' come vedere Teocoli con Celentano, ma l'effetto tragicomico è ben diverso. Delle altre cantanti non conservo, sinceramente, memoria.
Passando ai Big dobbiamo registrare un livello qualitativo molto più debole rispetto agli ultimi anni.
Nelle edizioni più recenti mi avevano bene impressionato le esibizioni dei Velvet e di Mario Venuti, erano emersi successi meritati come quello di Max Gazzè... stavolta tutte le speranze erano affidate agli Afterhours (chiamati direttamente da Bonolis, che è loro fan), alfieri del rock alternativo, e loro ci tengono talmente tanto che, dopo aver lanciato il loro ultimo album con singoli estremamente commerciali, portano a Sanremo la loro canzone più difficile degli ultimi 10 anni. Bella melodia, magnifico arrangiamento, ma eliminazione scontata. Avrei da ridire sul testo, un po' qualunquista. Tipo smetti di lamentarti, rimboccati le maniche, ma non si dice per fare cosa.
Tematica pericolosamente simile a quella di Marco Masini, riesumato per l'ennesima volta.
Bonolis ci tiene alla varietà, e allora ecco rappresentato anche l'hip hop coi Gemelli Diversi... peccato che sia quello più tamarro...
Tricarico non riesce a ripetere l'exploit di Vita Tranquilla. Jovanotti e Stefano Di Battista cercano di alleggerire il personaggio di Nicky Nicolai con una canzone facile, in stile Dirotta Su Cuba, ma il finale del ritornello venato di samba la fa arrivare in fondo col fiatone.
Roberto Benigni rende comprensibile anche ai più bacchettoni cosa sia l'amore omosessuale leggendo il De Profundis di Oscar Wilde e diverte prendendo in giro, giustamente, Iva Zanicchi che a 70 anni vuole sesso senza amore.
Un'eliminazione immeritata è invece quella di Dolcenera, niente di speciale ma era sicuramente più piacevole, per esempio, di Fausto Leali con la sua patetica canzonetta che ricalca tutti gli stereotipi melodici sanremesi degli anni 80, sembra scritta da Cutugno....
Eppure al peggio non c'è limite, come ci dimostra il trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour. Buonismo sempliciotto che non è di nessun aiuto alla causa dell'integrazione e melodia che fa somigliare Leali agli Afterhours.
E che dire di Sal Da Vinci, che è più Gigi D'Alessio di Gigi D'Alessio e canta una canzone di Gigi D'Alessio in coppia con Gigi D'Alessio? Rende quasi sopportabile Perbellini.
Ogni tanto Mario Lavezzi decide di salire sul palco, stavolta lo fa con Alexia per una canzone piuttosto piacevole, anche se lui è meglio che torni a scrivere e basta...
Francesco Renga tenta di ripetere il colpaccio di Angelo, ma Uomo Senza Età sembra più una canzone di Al Bano e nel ritornello copia troppo vistosamente Nessun Dorma di Puccini, che avevamo già riascoltato nella sigla di Mina.
A proposito di Al Bano, sarebbe bello poter ascoltare L'Amore E' Sempre Amore interpretata da qualcun'altro, perchè il modo in cui la canta è, come sempre, orribilmente patetico, ma la canzone (di Morra e Fabrizio) è sorprendentemente bella, soprattutto la melodia del ritornello che riprende Puccini in modo ben più originale e lo miscela con Morricone.
Patty Pravo è ormai lontana dalle ambizioni d'avanguardia di canzoni come Pigramente Signora o I Giorni Dell'Armonia, il brano di quest'anno è piuttosto scialbo, così come l'interpretazione.
Ci si lamenta che a Sanremo le canzoni parlano sempre degli stessi argomenti con lo stesso linguaggio, e poi si protesta se Povia porta una canzone che affronta un tema davvero originale in modo personale, peraltro con una melodia più che decente. Intravedo i pericoli di cui parlano le associazioni omosessuali, cioè che il testo di Luca Era Gay venga strumentalizzato per dire che l'omosessualità è una deviazione da cui dover guarire. E' un pericolo grave e per questo Povia avrebbe dovuto rivedere alcuni aspetti del testo, a cominciare dal titolo, che poteva essere, magari, Luca Pensava Di Essere Gay. Essenzialmente la storia racconta di un caso particolare da cui non devono discendere generalizzazioni. Le attenzioni ossessive della madre e il rapporto pessimo col padre spingono Luca all'omosessualità, ma poi conosce una ragazza e se la sposa... a mio parere questo non significa neppure che in realtà Luca è semplicemente eterosessuale, probabilmente è bisessuale... nel finale della canzone Povia sottolinea che si tratta solo della sua storia e che non sta parlando di nessuna malattia o guarigione, e del resto nessuno con un minimo di intelligenza pensa che gli omossesuali debbano provenire da famiglie travagliate o possano cambiare orientamento conoscendo la ragazza giusta. E' una canzone controversa, soprattutto per gli effetti polemici, ma almeno siamo lontani dal Povia edulcorato che conoscevamo e si può apprezzare, al di là degli errori che può aver commesso nel testo e nel titolo, l'intenzione di parlare di un aspetto così delicato del suo passato.
Il fatto che se avesse vinto le polemiche si sarebbero ingigantite è un motivo di sollievo (oltre che perchè l'altro sul podio è Da Vinci) per la vittoria di Marco Carta, che canta benino una canzoncina non troppo brutta, solo che in questo caso la provenienza da Amici comincia a farsi irritante per il suo modo di porsi da bravo ragazzo in pieno stile boy band.
La canzone che rimarrà nella memoria nazionalpopolare sarà, comunque, Sincerità di Arisa, già divenuta, non a torto, tormentone radiofonico fischiettato per strada...
Anche Simona Molinari canta con la sua bella voce limpida un brano piacevole (di cui è pure autrice), fortemente influenzato da jazz e swing, il duetto con Ornella Vanoni è stato uno dei migliori...
Un'altra bella voce è quella di Irene, figlia di Zucchero. Spiove Il Sole non era la canzone più bella, ma il talento paterno l'ha ereditato e merita di emergere.
Karima Ammar proviene da Amici di Maria De Filippi (per pura coincidenza co-presentatrice della serata finale). Un programma atroce. Eppure si vede che qualcosa, a quei ragazzini, glie lo insegnano, o forse è semplicemente lei che ha una voce splendida. Come In Ogni Ora è una bella canzone soul (prodotta nientemeno che da Burt Bacharach e cantata anche con Mario Biondi), e la sua interpretazione fa impallidire star celebri a livello planetario.
Eppure c'è stata una voce ancora più emozionante, quella di Iskra (nella foto), 62 anni (per lei le Proposte non si chiamano più Giovani... forse era meglio metterla direttamente nei Big). Vocalist di Lucio Dalla da una vita, componente della prima ora degli Stadio, ha una sua scuola di canto e se la si cerca su YouTube la si vede impartire lezioni, guarda caso, ad Amici. E' difficile comprendere come artisti così interessanti siano in qualche modo collegati a quel fenomeno trash, comunque la sua performance ricorda la miglior Mina; Quasi Amore è, inoltre, forse la canzone più bella di Dalla degli ultimi 20 anni.
L'unico maschio delle Proposte, Filippo Perbellini, è un clone di Riccardo Cocciante, che si esibisce in un patetico duetto con lui. E' un po' come vedere Teocoli con Celentano, ma l'effetto tragicomico è ben diverso. Delle altre cantanti non conservo, sinceramente, memoria.
Passando ai Big dobbiamo registrare un livello qualitativo molto più debole rispetto agli ultimi anni.
Nelle edizioni più recenti mi avevano bene impressionato le esibizioni dei Velvet e di Mario Venuti, erano emersi successi meritati come quello di Max Gazzè... stavolta tutte le speranze erano affidate agli Afterhours (chiamati direttamente da Bonolis, che è loro fan), alfieri del rock alternativo, e loro ci tengono talmente tanto che, dopo aver lanciato il loro ultimo album con singoli estremamente commerciali, portano a Sanremo la loro canzone più difficile degli ultimi 10 anni. Bella melodia, magnifico arrangiamento, ma eliminazione scontata. Avrei da ridire sul testo, un po' qualunquista. Tipo smetti di lamentarti, rimboccati le maniche, ma non si dice per fare cosa.
Tematica pericolosamente simile a quella di Marco Masini, riesumato per l'ennesima volta.
Bonolis ci tiene alla varietà, e allora ecco rappresentato anche l'hip hop coi Gemelli Diversi... peccato che sia quello più tamarro...
Tricarico non riesce a ripetere l'exploit di Vita Tranquilla. Jovanotti e Stefano Di Battista cercano di alleggerire il personaggio di Nicky Nicolai con una canzone facile, in stile Dirotta Su Cuba, ma il finale del ritornello venato di samba la fa arrivare in fondo col fiatone.
Roberto Benigni rende comprensibile anche ai più bacchettoni cosa sia l'amore omosessuale leggendo il De Profundis di Oscar Wilde e diverte prendendo in giro, giustamente, Iva Zanicchi che a 70 anni vuole sesso senza amore.
Un'eliminazione immeritata è invece quella di Dolcenera, niente di speciale ma era sicuramente più piacevole, per esempio, di Fausto Leali con la sua patetica canzonetta che ricalca tutti gli stereotipi melodici sanremesi degli anni 80, sembra scritta da Cutugno....
Eppure al peggio non c'è limite, come ci dimostra il trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour. Buonismo sempliciotto che non è di nessun aiuto alla causa dell'integrazione e melodia che fa somigliare Leali agli Afterhours.
E che dire di Sal Da Vinci, che è più Gigi D'Alessio di Gigi D'Alessio e canta una canzone di Gigi D'Alessio in coppia con Gigi D'Alessio? Rende quasi sopportabile Perbellini.
Ogni tanto Mario Lavezzi decide di salire sul palco, stavolta lo fa con Alexia per una canzone piuttosto piacevole, anche se lui è meglio che torni a scrivere e basta...
Francesco Renga tenta di ripetere il colpaccio di Angelo, ma Uomo Senza Età sembra più una canzone di Al Bano e nel ritornello copia troppo vistosamente Nessun Dorma di Puccini, che avevamo già riascoltato nella sigla di Mina.
A proposito di Al Bano, sarebbe bello poter ascoltare L'Amore E' Sempre Amore interpretata da qualcun'altro, perchè il modo in cui la canta è, come sempre, orribilmente patetico, ma la canzone (di Morra e Fabrizio) è sorprendentemente bella, soprattutto la melodia del ritornello che riprende Puccini in modo ben più originale e lo miscela con Morricone.
Patty Pravo è ormai lontana dalle ambizioni d'avanguardia di canzoni come Pigramente Signora o I Giorni Dell'Armonia, il brano di quest'anno è piuttosto scialbo, così come l'interpretazione.
Ci si lamenta che a Sanremo le canzoni parlano sempre degli stessi argomenti con lo stesso linguaggio, e poi si protesta se Povia porta una canzone che affronta un tema davvero originale in modo personale, peraltro con una melodia più che decente. Intravedo i pericoli di cui parlano le associazioni omosessuali, cioè che il testo di Luca Era Gay venga strumentalizzato per dire che l'omosessualità è una deviazione da cui dover guarire. E' un pericolo grave e per questo Povia avrebbe dovuto rivedere alcuni aspetti del testo, a cominciare dal titolo, che poteva essere, magari, Luca Pensava Di Essere Gay. Essenzialmente la storia racconta di un caso particolare da cui non devono discendere generalizzazioni. Le attenzioni ossessive della madre e il rapporto pessimo col padre spingono Luca all'omosessualità, ma poi conosce una ragazza e se la sposa... a mio parere questo non significa neppure che in realtà Luca è semplicemente eterosessuale, probabilmente è bisessuale... nel finale della canzone Povia sottolinea che si tratta solo della sua storia e che non sta parlando di nessuna malattia o guarigione, e del resto nessuno con un minimo di intelligenza pensa che gli omossesuali debbano provenire da famiglie travagliate o possano cambiare orientamento conoscendo la ragazza giusta. E' una canzone controversa, soprattutto per gli effetti polemici, ma almeno siamo lontani dal Povia edulcorato che conoscevamo e si può apprezzare, al di là degli errori che può aver commesso nel testo e nel titolo, l'intenzione di parlare di un aspetto così delicato del suo passato.
Il fatto che se avesse vinto le polemiche si sarebbero ingigantite è un motivo di sollievo (oltre che perchè l'altro sul podio è Da Vinci) per la vittoria di Marco Carta, che canta benino una canzoncina non troppo brutta, solo che in questo caso la provenienza da Amici comincia a farsi irritante per il suo modo di porsi da bravo ragazzo in pieno stile boy band.
La canzone che rimarrà nella memoria nazionalpopolare sarà, comunque, Sincerità di Arisa, già divenuta, non a torto, tormentone radiofonico fischiettato per strada...
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